"Va bene" dissi, infilando la testa sotto le coperte. "Va bene" ripetei. E allora? Andava bene, per forza. Cercando Alaska, John Green. (via ellissahh)
Lui non resterà fino alla fine. Loro lo promettono sempre, ma non lo fanno mai. American Horror. (via alexia-boh)
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thereasonformeisyou:

Questa, ragazzi, è una verità assoluta.  
Ci sono moltissime persone che dopo una storia finita male, si disperano e si lasciano abbattere troppo facilmente. Tutti iniziano a credere che dopo la loro ultima storia, non incontreranno più nessuno capace di suscitare qualcosa in loro, tutti iniziano a credere che tornare ad amare sia una cosa impossibile. Beh, vi svelo un segreto che segreto non è; Queste sono solo paure inutili. Perché la vita prima o poi decide di regalarci una persona speciale, una persona che ci bacerà, ci coccolerà e ci farà sentire di nuovo importanti. Incontreremo una persona che sarà capace di rimetterci al mondo e di farci sentire di nuovo vivissimi. Questa persona arriverà anche se noi non vogliamo amarla, perché tanto l’amore arriva quando gli pare.E anche se mentre soffri non ci credi, il dolore passa e la felicità torna.
Quindi è così e non c’è nulla che neghi questa verità: " Si guarisce da qualcosa ammalandosi di altro. "
Ecco perché ho paura: ho perduto qualcosa di importante, non riesco più a ritrovarlo, e ne ho bisogno. John Green.
(via toanywhere)
ladifferenzatrameete:

eppure sentire…
Siamo cresciuti con l’idea che il dolore sia una cosa necessaria e quando ci siamo dentro ci chiediamo sempre: ma perchè? E perchè a me? Ma alla fine arriva puntuale la risposta: si deve sempre ripartire da ciò che rimane di noi.

Ligabue (via potamosenzacielo)

St’uomo.

(via nonvoglioperdertineoranemai)

Succeda quel che succeda, i giorni brutti passano, esattamente come tutti gli altri.

W. Shakespeare (via wronghysteria)

Ecco.

(via nonvoglioperdertineoranemai)

Matt Bomer: l’incontro con la giuria

Matt Bomer, attore protagonista della fortunata serie TV White Collar che si avvia alla sua sesta stagione, si aggiunge al novero degli ospiti del Giffoni Film Festival 2014 per la seconda giornata della manifestazione. Oltre alla famosa serie televisiva, e alle produzioni di Broadway a cui a partecipato, nel 2014 Matt Bomer è anche al cinema: è al fianco di Colin Farrell, Jennifer Connelly, Russell Crowe, Will Smith in Winter’s Tale, film tratto dall’omonimo romanzo di Mark Helprin e diretto da Akiva Goldsman, ed è il protagonista di Space Station 76, pellicola tra commedia e Science fiction, diretta da Jack Plotnick, presentata a marzo al South by Southwest festival di Austin, in Texas.

Matt Bomer fa il suo ingresso in sala accolto dagli applausi scroscianti dei giovani fan e dopo un breve video introduttivo che mostra scene del film e apprezzamenti dei fan di The Normal Hearth, inizia l’incontro con la giuria.

Mi avete già commosso” dice l’attore, al termine del filmato.

“Mi piacerebbe diventare una attrice come te, ma so che lo show business è difficile e tu sei uno dei miei divi, vorrei sapere cosa significa farne parte.”

Già solo il fatto di essere qui vuol dire aver cominciato con il piede giusto. Giffoni è un’ottima palestra, quando ero piccolo non sapevo nemmeno dell’esistenza di una iniziativa del genere quando abitavo a circa un’ora da Houston, o avrei fatto anche io questa esperienza. Io ho iniziato a studiare recitazione fin da quando ero piccolo, poi ho cercato di costruirmi la mia carriera pian piano, dal liceo fino a quando non ho avuto un agente.”

“Vorrei chiederti dei rapporti sessuali nei film, che spesso possono dare anche fastidio e rovinare in qualche modo l’intera pellicola, lo chiedo in particolare in riferimento a The Normal Hearth. Cosa ne pensi tu, come persona?”

Per me è fondamentale la funzione che la scena deve avere nel film: se ha un senso, allora va bene. È chiaro che se è stata aggiunta solo per fare colore, allora posso non essere d’accordo. Nell’episodio pilota di The White Collar mi sono rifiutato di girare una scena in cui facevo yoga senza maglietta, non l’ho voluta fare e non l’abbiamo fatto. Poi è una cosa individuale, ci sono attori di successo a cui non piace e c’è anche chi si presta.

“Quali sono i criteri per scegliere un lavoro?”

Per prima cosa voglio ringraziarvi per avermi voluto qui, perché voi abbattete tutte le barriere, è una cosa che mi commuove. La scelta è intuitiva, all’inizio segui dei criteri economici, storici o basati sulla regia, ma alla fine si sviluppa un certo intuito che ti porta a scegliere senza sapere una motivazione precisa. Sta per uscire questo film che si chiama Space Station 76, un piccolo film che non so se uscirà in Italia, in cui spero di riuscire a portare un contributo alla vita americana e a cui vorrei dare un piccolo contributo. Ci tengo molto.

“Volevo chiederti della frasi che pronunci all’inizio di The Normal Hearth, in cui dici che ‘non puoi costringere il sole a sorgere’. Cosa ne pensi?

Per quanto riguarda the Normal Hearth, lui dice questa frase in un momento difficile in cui è in una fase complessa della malattia e non sa quanto tempo gli resterà da vivere. Non bisogna lasciarsi trasportare dalle cose positive o negative. Se non riusciamo a trattenerci nella media virtù, non riusciremo mai ad essere equilbrati. Questa è la mia filosofia di vita.

“Come descriveresti la amicizia di Neal e Peter in White Collar?”

La relazione si è molto evoluta dalla prima stagione. Peter è per Neal una figura paterna, una sorta di fratello maggiore, una figura a cui lui torna nonostante le divergenze, perchè è per lui un punto fermo.

“Per restare differenti bisogna soprattutto restare sé stessi, cosa ne pensi? E poi volevo sapere come Cramer ti ha aiutato nella recitazione di The Normal Hearth?”

C’è una citazione di Oscar Wilde che amo molto: siate voi stessi, perchè tutti gli altri ruoli sono già stati presi. È questo il messaggio che voglio comunicarvi. Lo vedo io come attore, se sei fortunato, con i ruoli giusti si attiva una sorta di danza, di rapporto simbiotico in cui tu sei parte del personaggio e lui è parte di te. Se succede è bellissimo. Cramer ha scritto la sceneggiatura ma non è stato sul set, poche volte che lo abbiamo visto.

“È stato difficile in White Collar interpretare un personaggio allo stesso tempo buono e cattivo? È mai successo di sconfinare da una parte all’altra del personaggio?”

Bella domanda. Tutti gli esseri umani hanno una parte che tende al bene e una che tende al male, anche io sono così, ed è proprio questo che ci è piaciuto del personaggio di Neal, di non essere un personaggio agli estremi, cosa che gli ha dato un taglio più realistico ed accattivante.

“Qual è il personaggio che hai interpretato e che hai amato di più?”

“Li ho amati tutti, ma se devo essere sincero è stato il mio personaggio di Felix in The Normal Hearth per quanto mi ha insegnato e mi ha fatto crescere.

“Come fai a tenere separate la vita personale e quella professionale, come fai a disconetterti dai tuoi personaggi? Una parte di essi resta in te anche dopo il set?”

Domanda intelligente. Ci sono ruoli da cui ti riesci a staccare più facilmente ed altri più difficili. Felix ad esempio mi ha segnato per 4-5 mesi dopo la fine delle registrazioni. Io ho una sorta di rituale per lasciare andare i personaggi e lo uso soprattutto per personaggi come Felix da cui ho bisogno di staccarmi per la mia vita personale.

“Sono di Chicago e ho due domande: volevo sapere dove hai studiato teatro e qual’è stata la tua maggiore ispirazione come attore.”

Ho studiato a Pittsbourgh dove c’è una ottima scuola d’arte, ma ce ne sono diverse negli Stati Uniti. I momenti di ispirazione sono tanti, quelli che hai sul set, quando qualcuno ti ferma per strada e mi dice che gli è piaciuto come hai lavorato in un film, come fate voi oggi. Ma forse sono i fallimenti quelli che portano maggiore ispirazione. Una delusione è un momento per fermarsi ed imparare una lezione e andare avanti facendo tesoro di questo.

“Qual è stata la tua reazione quando hai visto il primo film che hai interpretato?”

Ci sono volute settimane per trovare il coraggio di guardarmi, ero ipercritico, impazzito, fuori di me. Poi è diventato più facile, ma ci sono grandi attori che amano riguardarsi ogni giorno nel girato della giornata, mentre altri non si riguardano mai, ma anche questo è soggettivo. Per me comunque è diventato più facile col tempo.

“Grazie per essere qui con noi. Hai qualche rituale o qualche tecnica per entrare nella parte prima di girare? Tipo qualcosa allo specchio?”

Grazie a voi per essere con me. No, non mi guardo allo specchio. Una attrice nominata per l’oscar mi disse tempo fa che la vanità è il peggior nemico di un attore, e devi essere disposto a diventare brutto, perchè a volte la vita lo richiede. Dipende dal tipo di ruolo che interpreto. Nei film il lavoro è molto condensato e quindi cerco di non uscire dalla parte prima della fine. Per la TV è diverso perchè i tempi sono più lunghi ed è difficilissimo restare nel ruolo per tutto il tempo. Cerco sempre di trovare l’animale che più somiglia al ruolo che devo interpretare e lo studio per assimilarne le movenze, direi che è questa la tecnica che più utilizzo.

Viene quindi consegnato il premio.

Grazie a voi per essere qui. Voi siete il futuro dello spettacolo. Grazie di essere qui.” [x]

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stronza-comeilmondo:

HAHAHAH
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Averti a pochissimi metri di distanza è stato bellissimo. *-* 19-07-14            #mattbomer #primafila #m&g #riportatemiaieri
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ADDIOOOOO XVGRRYETGSFB *-* #mattbomer #Giffoni #oggi #aiuto #finalmente #mylove  ♥
Le persone sono proprio masochiste: continuano a seguire chi li fa soffrire mentre scartano chi li fa sentire importanti,chi li fa sorridere

- The Shadow Of The Ghost (via the-shadow-of-the-ghost)

Stupide persone

(via whatsernamernl)

C R E D I T